Tar Puglia, Bari, sez. II, 30 settembre 2019, n. 1251

 

  1. L’incompatibilità del Rup in commissione di gara soggiace alla verifica in concreto dell’esistenza di interferenze tra i ruoli.
  2. L’originaria previsione dell’art. 77, comma 4, del d.lgs n. 50/2016 è stata modificata dall’art. 46, comma 1, lett. d), del d.lgs. n. 56/2017, prevedendosi che “la nomina del RUP a membro della commissione di gara è valutata con riferimento alla singola procedura”.
  3. La circostanza che la stazione appaltante sia un Istituto di istruzione, nel cui organico deve supporsi che non esistesse personale amministrativo con una particolare specializzazione in materia di gare, deve indurre a considerare legittima la partecipazione alla Commissione di gara del dirigente scolastico che ha anche assunto la veste di RUP.
  4. Pur volendo accedere ad una lettura restrittiva della disposizione di cui al comma 4 dell’art. 77 citato, che faccia riferimento anche alla figura del direttore esecutivo e non solo a quella del R.U.P[1], si potrebbe al massimo affermare la preclusione al conferimento dell’incarico di direttore esecutivo in capo a chi abbia fatto parte della Commissione di gara, ma certamente non la preclusione ad assumere le funzioni di commissario da parte di chi svolgerà solo in una fase successiva le funzioni di direttore esecutivo.

[1]              In tal senso il Consiglio di Stato con sentenza del 4.2.2019, n. 819 ha affermato che la novella di cui all’art. 46 d.lgs. n. 56/2017 ha fissato un temperamento al rigido principio di incompatibilità dei commissari di gara di cui all’originario testo dell’art.77 d.lgs. n. 50/2016, accogliendo consolidati orientamenti giurisprudenziali, la cui ratio non può essere limitata alla sola figura del R.U.P., ma va riferita a qualunque attore del ciclo di vita dell’appalto, e imponendo una verifica in concreto in ordine alle ragioni giustificative della preclusione.

 

 

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