Consiglio di Stato, Sez. V, 22 ottobre 2018, n. 6026

1. Costituisce principio generale regolatore delle gare pubbliche quello che vieta la commistione fra i criteri soggettivi di qualificazione e quelli oggettivi afferenti alla valutazione dell’offerta (1).

2. Sussiste la possibilità di applicare in modo attenuato il tendenziale divieto di commistione tra le caratteristiche oggettive della offerta e i requisiti soggettivi della impresa concorrente, alla duplice condizione: a) che taluni aspetti dell’attività dell’impresa possano effettivamente “illuminare” la qualità della offerta; b) che lo specifico punteggio assegnato, ai fini dell’aggiudicazione, per attività analoghe a quella oggetto dell’appalto, non incida in maniera rilevante sulla determinazione del punteggio complessivo (2).

3. Le Linee Guida dell’ANAC n. 2 del 21 settembre (in tema di “Offerta economicamente più vantaggiosa”) costituiscono delle Linee Guida “non vincolanti”, le quali traggono la propria fonte di legittimazione nella generale previsione di cui al comma 2 dell’articolo 213 del nuovo Codice dei contratti; esse, pertanto, non risultano idonee a rappresentare parametro di legittimità delle determinazioni adottate dalle singole stazioni appaltanti nella fissazione delle regole di gara.

  1. Conforme ex multis, Consiglio di Stato, sez. V, 21 maggio 2010, n. 3208 (Conferma della sentenza del Tar Puglia, Lecce, sez. II, 9 luglio 2008 n. 2088); Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 18 giugno 2012, n. 3550 (Conferma della sentenza del Tar Campania - Napoli, sez. I, 21 aprile 2011 n. 02259); Tar Campania Napoli, sez. VIII, 10 febbraio 2011, n. 825; Tar Campania - Napoli, Sez. VIII, 28 novembre 2017, n. 5596.
  2. Conforme Consiglio di Stato, sez. V, 3 ottobre 2012, n. 5197.

 

 

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