Tar Puglia, Bari, sez. II, 25 ottobre 2018, n. 1381

  1. La procedura di verifica dell’anomalia non è soltanto uno strumento volto a consentire al potenziale aggiudicatario di fornire chiarimenti sulle ragioni che consentono all’impresa di operare a condizioni particolarmente favorevoli per l’Amministrazione.
  2. Allo strumento di controllo interno della valutazione dell’anomalia si correla l’interesse delle altre imprese partecipanti alla procedura di gara, che abbiano presentato offerte in regola con la soglia di anomalia, ad attendersi sul punto un comportamento amministrativo delle stazioni appaltanti imparziale, aderente alla normativa e, quindi, coerente con detta speciale procedura di verifica, predisposta dall’ordinamento per simili fattispecie, comportamento che invece non può mai risolversi nella espressione di meri giudizi aprioristici, senza i dovuti riscontri.
  3. Il confronto tra l’amministrazione e l’offerente, la cui offerta è sospetta di anomalia, rappresenta un momento imprescindibile, ai fini del rispetto dei principi comunitari e dell’evidenza pubblica che regolano la materia degli appalti pubblici. Motivo per cui è illegittima l’omissione del sub-procedimento di valutazione dell’anomalia dell’offerta, laddove siano presenti e, per di più, riscontrati dalla stessa amministrazione tutti i presupposti di legge e di disciplinare per una sua doverosa attivazione (che non può invece essere ad libitum ritenuta “eventuale”).

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