Consiglio di Stato, sez. III, 4 marzo 2020, n. 1603

1. Il nucleo centrale delle deduzioni svolte nei due giudizi si è concentrato sulla tesi dell'insussistenza dell'onere dichiarativo della sentenza penale di condanna, se non nell'ambito di un certo limite temporale (di tre anni), fissato dall'art. 80 comma 10, d.lgs n. 50/2016, che nel caso di specie risultava decorso;

2. Il ricorso a questi correttivi mitigatori è necessario per rendere l'esito espulsivo conciliabile con il principio di proporzionalità e si giustifica in ragione del fatto che l'espulsione colpisce l'operatore economico che ha presentato l'offerta "per una violazione commessa non da lui direttamente, bensì da un soggetto estraneo alla sua impresa , per il controllo del quale detto operatore può non disporre di tutta l'autorità richiesta e di tutti i mezzi necessari" 

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