L’istituto del soccorso istruttorio, nel diritto degli appalti, ha subito diversi interventi riformatori importanti nell’ultimo lustro, a partire dal Decreto Madia per arrivare al nuovo codice dei contratti pubblici nella versione post-correttivo (D.Lgs. n.56/2017),  che ne hanno statuito la gratuità e la generale applicabilità in ogni stadio e grado della procedura al fine di sanare qualsiasi carenza relativa agli elementi formali della domanda nei casi di mancanza, incompletezza e ogni altra irregolarità essenziale. La spinta comunitaria, derivante dall’applicazione massiva del favor partecipationis, ha agito come volano per generalizzare e diffondere l’applicabilità dell’istituto il quale, travalicando la sede propria del controllo documentale, diventa ormai norma generale di sistema ammettendosene l’applicabilità anche nel processo (c.d. soccorso istruttorio processuale). Nell’equo contemperamento tra favor partecipationis e par condicio competitorum, nella misura in cui è doveroso individuare, a garanzia della correttezza dell’azione amministrativa, dei limiti all’applicazione indiscriminata dell’istituto, s’inquadra la recente pronuncia della Corte di Giustizia del 02 maggio 2019 la quale consente, in applicazione dei principi di trasparenza e proporzionalità, un limitato soccorso istruttorio anche alle ipotesi apparentemente escluse dalla norma positiva.

 

 

 

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