Corte dei Conti, Sezioni riunite, sentenza 16/2019/EL del 22 maggio 2019

Ai fini dell’accertamento della sussistenza dello status di “società a controllo pubblico”, non è sufficiente la sussistenza di meri indici costituiti dalla maggioranza di azioni e di membri del C.d.A., ma richiede una attenta verifica se, nel caso concreto, sussistono le condizioni richieste dall’art. 2, lett. b) del TUSP. In tal senso assume rilievo decisivo lo scrutinio delle disposizioni statutarie e dei patti parasociali finalizzato a verificare se le pubbliche amministrazioni (enti locali) che detengono partecipazioni azionarie sono in grado di influire sulle “decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all’attività sociale”.

Le norme di diritto positivo contenute nel TUSP circoscrivono in modo rigoroso la nozione di “controllo pubblico”, disponendo che la situazione di controllo pubblico non può essere presunta in presenza di “comportamenti univoci o concludenti”, ma deve risultare esclusivamente da norme di legge, statutarie e da patti parasociali che, richiedendo il consenso unanime di tutte le pubbliche amministrazioni partecipanti, siano in grado di incidere sulle decisioni finanziarie e strategiche della società.

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