Consiglio di Stato, 29 maggio 2019, n. 3604

Per l’art. 80, comma 5, d.lgs. n. 50 del 2016 (nel testo in vigore prima del d.-l. 14 dicembre 2018 n.135) la stazione appaltante può procedere all’esclusione nei casi in cui emergano:

-- condanne definitive per i delitti di cui agli artt. 353, 353 bis, 354, 355 e 356 Cod. pen., le quali costituiscono motivo di esclusione obbligatoria (comma 1, lett. b));

-- gravi illeciti professionali collegati all'esercizio dell'attività professionale, "contrari ad un dovere posto da una norma giuridica, sia essa di natura civile, penale o amministrativa” (cfr. Cons. Stato Sez. III, 5 settembre 2017, n. 4192);

Al di fuori di questi due casi, all’amministrazione resta la valutazione tecnico-discrezionale della sussistenza dei presupposti per l’esclusione del concorrente qualora emergono elementi “…tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità…”.

In tale ultimo caso, l’esclusione può prescindere dal previo accertamento penale: la stazione appaltante può fondare il provvedimento su un quadro complessivo di elementi che, sul piano sintomatico della razionalità e della imparzialità, dimostrino la ragionevolezza del giudizio di inaffidabilità o di mancanza di integrità.

 

 

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