Consiglio di Stato, sez. III, sent. 5 giugno 2020 n. 3585

1.    L'argomentazione non può essere condivisa. Innanzitutto essa non spiega quale sia il margine di applicazione residuo della norma transitoria espressa; soprattutto confonde i piani della fattispecie sostanziale e processuale, obliterando che l'art. 120 bis ha anticipato l'onere dell'impugnazione dell'ammissione, in deroga al principio di necessaria lesività, imponendo, pena l'inammissibilità delle censure postume, l'immediata contestazione di fatti e valutazioni che tradizionalmente potevano essere fatti valere in sede di impugnazione dell'aggiudicazione;

2.    La Sezione ha già avuto modo di chiarire che "... il requisito del fatturato specifico ottenuto nel triennio precedente alla pubblicazione del bando rileva ai fini dell'ammissione dei concorrenti alla procedura; sicchè, dopo l'aggiudicazione, esso può anche venir meno, senza che l'impresa patisca alcuna conseguenza rispetto all'esecuzione del contratto.

 

 

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